OPERE STRADALI, ARRIVA IL NUOVO PREZZARIO ANAS: COSTI GIU’ DEL 7,5% E ADDIO 19 ELENCHI LOCALI

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Il Cda guidato dal nuovo presidente Gianni Armani dà l’ok al nuovo elenco prezzi nazionale. Tre obiettivi: semplificazione, abbassamento costi delle opere, riduzione dei ribassi anomali

Addio ai 19 elenchi prezzi regionali dell’Anas, sostituiti da un unico prezzario nazionale, valido per le opere stradali in tutta Italia. È una delle prime importanti decisioni prese dal nuovo Consiglio di amministrazione del’Anas nominato il 18 maggio scorso dall’azionista Tesoro, e guidato da quella data dall’ex Ad di Terna Gianni Armani.

Il Cda dell’Anas ritiene che «il nuovo prezzario 2015 comporterà una riduzione dei costi delle nuove opere pianificate di circa il 7,5%».

I prezzari delle opere pubbliche sono infatti gli elenchi di tutti i costi di materie prime, semilavorati, costo della manodopera e lavorazioni specialistiche che concorrono al costo complessivo dell’appalto di lavori, sia per le nuove opere che per la manutenzione straordinaria. Sulla base di questo elenco prezzi e dello specifico progetto di un’opera da mandare in gara (progetto che ci dirà “quanto” delle singole voci di costo è necessario impiegare nel singolo lotto da appaltare) sarà poi determinata la “base d’asta”.
«L’effetto – spiega Angelo De Cesare, vice-presidente Ance (costruttori) con delega alle opere pubbliche – non sarà necessariamente un abbassamento delle basi d’asta del 7,5%. Ho verificato con i tecnici Anas, e mi hanno spiegato che il -7,5% è un decremento medio dei “prezzi”, cioè delle voci nell’elenco, nelle quali ci sono costi che aumentano e altri che scendono. A seconda delle opere, dunque, questo potrebbe comportare un aumento o una diminuzione».

Anas non ci ha consentito di verificare questo aspetto con i dirigenti che hanno elaborato il prezzario, tuttavia a livello ufficiale confermano che «l’analisi condivisa dai dirigenti , dal Cda e dal presidente Armani è che il nuovo prezzario avrà l’effetto di ridurre i costi base delle opere Anas del 7,5% circa».

«In ogni caso – commenta De Cesare (Ance) – è senz’altro una semplificazione il fatto di essere arrivati a un prezzario unico nazionale. Anche perché è stato il frutto di un lavoro approfondito». Anas spiega infatti che «è stata effettuata una profonda razionalizzazione dell’elenco prezzi, aggiornandoli per tenere conto delle tecnologie più moderne, della revisione dei costi delle materie prime, della revisione della produttività della manodopera e dei mezzi d’opera e delle valutazioni statistiche effettuate sui valori di prezzo rilevati su un significativo campione di gare di appalto aggiudicate negli ultimi cinque anni, anche in considerazione dei significativi ribassi registrati in alcuni comparti».

Uno degli obiettivi dell’operazione è infatti anche quella di ridurre i maxi-ribassi in gara, fenomeno che negli ultimi anni è arrivato ad eccessi del 25-30%, con effetti in apparenza benefici per le casse pubbliche dell’ente appaltante, ma che spesso ha comportato richieste di varianti in corso d’opera o di revisione prezzi, se non crisi aziendali o blocco dei lavori.
«Secondo l’Anas – riferisce De Cesare – il nuovo prezzario avrà un effetto dissuasivo sui ribassi record, e comunque costringerà le imprese che fanno ribassi anomali a presentare giustificativi più stringenti, pena l’esclusione».

CostiElementari
ImpiantiTecnologici
ManutanzioneOrdinaria
NuoveCostruzionieManutenzioneStraordinaria1
NuoveCostruzionieManutenzioneStraordinaria 2
ProveMateriali
Sicurezza

Fonte:ilSole24Ore

 
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