RAPPORTO CRESME SULLE COSTRUZIONI, LA MEDIA DEGLI SCONTI SALE AL 25%

CANTIERE03

Dati Cresme sui lavori pubblici: negli anni della crisi la media di aggiudicazione salita di sette punti. Nelle opere stradali si arriva al -32%

La crisi delle costruzioni del 2007-2015 (ancora in corso) ha fatto impennare il fenomeno dei maxi-ribassi: la media degli sconti nelle aggiudicazioni degli appalti di lavori pubblici è progressivamente salita dal 17-18% del 2003-2007 fino al 23-24% negli anni 2010-2013, per poi salire ancora al 25% nel 2014 e 2015.
I dati Cresme elaborati per «Edilizia e Territorio» confermano nero su bianco l’esperienza vissuta in questi anni.
A battere ogni record, tra l’altro, non ci sono i piccoli enti o i Comuni, ma le amministrazioni statali (media -32% nel gennaio-agosto 2015) e l’Anas, prima stazione appaltante d’Italia nel 2014 (3,7 miliardi di euro aggiudicati) con un ribasso medio del 28,7%, salito quest’anno al 32,4%, con un crollo di aggiudicazioni (-57% in importo) e anche di bandi (-58%, da 962 a 401 milioni nel gennaio-agosto).L’Anas si difende spiegando che dal 2014 si punta sempre di più sull’offerta economicamente più vantaggiosa anziché sul massimo ribasso, per tutti i lavori non meramente ripetitivi e di importo rilevante, e che questo metodo porta a ribassi molto più contenuti, che le statistiche del Cresme non rivelerebbero.
Due casi degli ultimi mesi sembrano però smentire queste affermazioni. Nel 2015 l’Anas ha messo in gara e aggiudicato al massimo ribasso un’opera importante, da 90,3 milioni di euro a base d’asta, quella per il completamento del 2° lotto della Jonica (km 49+485 – 51+750), “subendo” un’aggiudicazione (16/04/2015) con ribasso del 34,3%. Dove sarebbe il “favor” all’offerta più vantaggiosa se anche una maxi opera come questa va al massimo ribasso?
Inoltre anche quando l’Anas usa l’offerta più vantaggiosa, ad esempio sulla S.Stefano di Camastra-Gela, completamento tratto km 38+700 – 42+600, importo base di 96 milioni, il ribasso del vincitore (29/12/2014) è stato del 33,7%. Dove sono dunque i ribassi più contenuti?

L’Anas vanta poi negli ultimi mesi alcuni record. La gara per i lavori di ammodernamento e adeguamento del trattao km 23,885-32,412 della ss 131 Carlo Felice, base d’asta 45,859 milioni, anch’essa al massimo ribasso, è stata aggiudicata il 26 giugno scorso con il 40% di ribasso. E il 1° luglio scorso è stata aggiudicata con il -38% dal Compartimento di Palermo la gara da 6,4 milioni a base d’asta per i lavori di ricostruzione del ponte sul fiume Verdura sulla Ss 115 Sud Occidentale Sicula.

E non va meglio sul sottosoglia: ribassi del 26, 29, 33, 33, 38 e 44% in sei gare del Compartimento Toscana da 1-5 milioni di euro aggiudicate quest’anno.
La competizione resta feroce tra le imprese. Nella gara da 45 milioni per la ss 131, aggiudicata con il -40%, le offerte presentate sono state 25. Nella gara da 1.085.834 euro, Direzione regionale per la Sicilia, per la manutenzione straordinaria delle gallerie sull’autostrada Catania-Siracusa in seguito al furto di cavi, le offerte sono state 102, di cui 75 ammesse, con ribassi tra il -25,7 e il -39,99%. Alla fine, il 29/5/2015, ha vinto la G&G Cei Srl di Vittoria (Rg) con il -36,48%. Cinquanta le offerte per la manutenzione straordinaria sulla Ss4 nel Lazio, base d’asta da 590mila euro, aggiudicata alla Costruzioni conglomerati al -32,122%.

Ribassi quasi fotocopia nelle 33 offerte presentate al Compartimento Campania per l’appalto di manutenzione straordinaria sulla ss 7bis, con base d’asta 1,449 milioni: tutti erano compresi tra il 36,1 e il 38,9%, l’aggiudicataria (Carcone arch. Giuseppe) ha vinto con il -38,4331%.
Ribasso vincitore con il 38,427% (Archa costruzioni), sempre in Campania, per la manutenzione straordinaria sulla Ss 166 degli Alburni, base d’asta 962mila euro.
E in Campania si vice sempre con il -38,4%, a quanto pare: aggiudicazione a Eurostrade con il -38,4222% per la manutenzione sull’Appia da 962mila euro. E ancora a Rc Costruzioni generali per le pavimentazioni ammalorate sulla ss 7bis, 842mila euro a base d’asta, aggiudicata al -38,426% nel luglio scorso.

Se ci spostiamo in Abruzzo troviamo la gara con base 1,264 milioni per la manutenzione straordinaria dela ss 690 Avezzano-Sora, aggiudicata a giugno alla Albarelli Walter con il -32,2% (55 offerte, tutte con ribasso compreso tra -32,17 e 32,24%). Ancora -32,2%, sempre in Anruzzo, per la manutenzione straordinaria dei piani viabili e delle scarpate sulla ss 80 del Gran Sasso, 708mila a base d’asta, 82 offerte presentate.
Addirittura 102 le offerte nella gara del Copmpartimento Lazio per manutenzioni sul Gra di Roma, base d’asta 3,6 milioni, vinta da Co.Ge.Pre srl con ribasso del 32,682%; i ribassi oscillavano tra il 20,7 e il 34,987%.

Accanto a questo trend (moltissime offerte, alti ribassi), che sembra addirittura accentuarsi nel 2015, c’è poi l’enorme massa di contenziosi con le imprese di costruzione, con 982 cause già presentate al giudice e una cifra di “petitum” (cioè di cifre chieste dalle imprese ai giudici) pari a circa 5 miliardi di euro: tre miliardi riguardano riserve e gli altri due miliardi a revisione prezzi, risarcimento danni, rescissione in danno, ecc…) . Oltre alle cause già ufficialmente aperte ( i 5 miliardi) altri 8 miliardi di euro si riferiscono alle “riserve” iscritte dalle imprese in corso d’opera nei registri di contabilità di cantiere, e cioè maggiori costi contestati all’ente appaltante sulle parti di lavorazioni già concluse. In pratica sono contenziosi non ancora ufficialmente aperti, ma che potrebbero esserlo a breve. Nel periodo 2012-2014 la “percentuale di soccombenza” (le cause cioè perse dall’Anas) in termini di valore rispetto alle richieste avanzate è stata pari al 19%, e mentre sulle riserve la percentuale di riconoscimento da parte dell’Anas è stata del 16%.

IL CASO RFI
All’estremo opposto della scala dei ribassi medi, secondo i dati Cresme, troviamo Rfi e Trenitalia (questa seconda del tutto marginale) con un ribasso medio 2015 dell’11,4%, peraltro con un boom delle aggiudicazioni, da 332 a 2.513 milioni di euro nei primi otto mesi dell’anno.
Il trucco c’è, però, ed è anzi motivo di vanto per la società del gruppo Fs (si veda il servizio qui a destra): l’introduzione dal 2009 e poi l’utilizzo sempre più ampio delle liste di imprese prequalificate per lavori su linee in esercizio, sfruttando le normative sui settori esclusi, da cui invitare poi le imprese con i requisiti idonei gara per gara. Su questa base, poi, si è diffuso sempre più l’utilizzo degli accordi quadro, per lo svolgimento di interventi di manutenzione per periodi pluriennali.

Un sistema che, insieme ai punteggi reputazionali Rfi, screma molto le imprese in gara e disincentiva i “contestatori” (chi iscrive riserve o apre contenziosi). Un sistema efficacissimo nel contenere i ribassi, ma che certo non porta un concorrenza sfrenata: le offerte sono pochissime, spesso una sola, i ribassi contenuti entro il 3-4%, a volte addirittura il ribasso è pari a zero o zero vitgola.

Facciamo qualche esempio. Accordo quadro per la manutenzine di fabbricati ferroviari, non interferenti con l’esercizio ferroviario, lotto 5 Firenze, base d’asta 25,0 milioni, aggiudicata il 2/3/2015 alla De Sanctis costruzioni per 25,0 milioni. Stessa operazione a Napoli, lotto 8 da 20,5 milioni: aggiudicata il 2/2/2015 alla coop Ccc per 20,5 milioni. Una pacchia per le imprese, zero concorrenza e ribasso zero, e anche per Rfi che è certa di non avere contenzioso.
Andiamo avanti. Lotto 9, Palermo, base d’asta 11,5 milioni, vince l’Ati Co.san srl il 2/3/2015 con 11,5 milioni.
Lotto 3, Bologna, 11,3 milioni, vince il 2/3/2015 l’Ati A.t.s. costruzioni generali anch’essa con ribasso zero. Lotto 14, Venezia, vince il 2/3/2015 la Na.gest. global service con ribasso zero (10,5 milioni). E così il lotto 6 di Genova (10,2 milioni, Edilcostruzioni group, 4/2/2015) e il lotto 15 Verona (10,0 miloni, Ati Cantieri Valtellina, 23/2/2015).
Con il sistema degli accordi quadro e il sistema di qualificazione interno Rfi ha aggiudicato nel 2015 anche lotti di grandi dimensioni. Per il “Programma di interventi di rinnovo e manutenzione straordinaria all’armamento ferroviario, su linee in esercizio della rete Rfi”, da eseguirsi nel triennio 2015-2017, sul lotto Nordest da 166,2 milioni di euro ha vinto l’Ati G.c.f. SpA (capogruppo mandataria), C.L.F. SpA, Segeco Srl e Valsecchi Armamento Ferroviario Srl con lo 0,5% di ribasso, unica offerta.

Per l’area Nord, da 222,9 milioni, vince – unica offerta – l’Ati G.C.F. SpA, C.L.F. SpA, Margaritelli Ferroviaria SpA, Pizzarotti & C. SpA, WEGH Group SpA con ribasso dello 0,6%.
Una sola offerta anche per l’armamento ferroviario sulla linea adriatica, base d’asta 41,7 milioni, Ati Costruzioni Linee Ferroviarie SpA, Sifel Spa, GCF Spa.

Fonte: IlSole24Ore

 
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