Gorizia, appalti truccati: indagini su 150 gare

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Appalti truccati: “Nessuna inflitrazione mafiosa né pericoli per la sicurezza”

Il procuratore capo di Gorizia, Massimo Lia, lo ha detto spiegando i dettagli dell’indagine ‘Grande Tagliamento’ avviata dalla Procura isontina

Non c’è alcun rischio sicurezza relativo a opere e manufatti, assicura il procuratore capo di Gorizia, Massimo Lia, al termine della conferenza stampa di Gorizia sull’operazione ‘Grande Tagliamento’ della Guardia di Finanza. Lia ha anche sottolineato che “non sono state registrate infiltrazioni mafiose” nel corso delle indagini che oggi, all’alba, hanno portato a oltre 200 perquisizioni in aziende e imprese in Friuli Venezia Giulia, Veneto e in altre regioni d’Italia.

Escluso, per il momento, anche il coinvolgimento di politici, sempre secondo quanto affermato dal procuratore Lia che però ci tiene a rimarcare che non tutte le opere finite al centro dell’indagine sono concluse, e che non ci sono provvedimenti di blocco o sequestri di cantieri.

Le indagini, però, non sono affatto concluse.
“Le attività di monitoraggio sono partite da un cantiere in corso a Gorizia – spiega il procuratore Lia -. Poi sono state monitorate anche altre opere, sempre a Gorizia e in provincia. Abbiamo monitorato molti progetti e questa attività di controllo ci ha portato in giro per il Fvg e in tutta Italia. Quello messo in piedi era un meccanismo rodato di spartizione degli appalti. Allo stato delle investigazioni, che sono ancora in corso per acquisire materiale e trovare riscontri, abbiamo constatato la presenza di imprese friulane e venete che avevano organizzato un sodalizio per spartirsi gli appalti, aggregando di volta in volta imprese locali che poi realizzavano i lavori in loco”.
“Quali le conseguenze sulla sicurezza? Sono molteplici, poiché allo stato attuale sono state accertate una serie di gravi problematiche nell’esecuzioni opere, realizzate con materiali non conformi. In altri casi sono le stesse opere a non essere non conformi ai progetti. E poi – conclude Lia – ci sono i reati connessi alle frodi nelle pubbliche forniture. Sotto l’aspetto ambientale, invece, abbiamo constatato situazioni in cui non si sono rispettati i protocolli richiesti e stabiliti per legge”.

Le società e aziende coinvolte sono 120 e 220 i soggetti coinvolti in 14 regioni d’Italia. Si tratta di Autostrade per l’Italia, Anas, Veneto strade, Autovie Venete, Commissario per l’emergenza della mobilità in A4, Fvg Strade, Concessioni autostradali venete, Commissario per l’emergenza traffico a Treviso e Vicenza. E poi le società che gestiscono gli aeroporti: Aeroporto Friuli-Venezia Giulia del Fvg (Trieste Airport), Treviso (Aer tre spa), Venezia (Save), Verona (Aeroporto Catullo), Aeroporto “Guglielmo Marconi” di Bologna, la Regione Fvg e le società competenti per i Porti di Trieste (Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale) e il Consorzio per lo sviluppo economico del Monfalconese.

Dalle risultanze istruttorie sono decine le turbative d’asta tra le imprese coinvolte per effetto di pratiche collusive. Emerge però anche un pericoloso fenomeno di frode nella realizzazione delle opere appaltate con lavorazioni eseguite utilizzando talvolta materiali non certificati, difformi da quelli dichiarati e in quantitativi inferiori rispetto a quelli richiesti e fatturati, con conseguenti gravi violazioni anche di natura ambientale, il tutto con il comportamento a volte omissivo di coloro che avrebbero dovuto esercitare funzioni di controllo.

Tra i reati per cui la Procura di Gorizia procede: associazione a delinquere, turbativa d’asta, inadempimenti e frodi nelle pubbliche forniture, subappalti in violazione di legge e concussione. Sono al vaglio altre ipotesi di reato.

La nota di Autovie venete
Massima disponibilità e collaborazione da parte di Autovie Venete nei confronti della magistratura per quanto riguarda l’indagine “Grande Tagliamento”, indagine su una serie appalti di opere pubbliche fra i quali anche alcuni tratti di terza corsia. “Siamo assolutamente fiduciosi nel lavoro della magistratura – ha affermato il presidente della Concessionaria Maurizio Castagna – e consapevoli, per quanto ci riguarda, di aver ben operato”. Gli uffici di Autovie Venete hanno fornito tutta la documentazione richiesta dagli inquirenti.
“Fonte ilFriuli.it”

 
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