ILLEGITTIMA LA GARA CHE PREMIA IMPRESE A KM ZERO

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Illegittimo anche inserire anzianità professionale e grado d’istruzione delle maestranze tra i parametri di valutazione delle offerte

È illegittimo il bando di gara che premia le offerte avanzate da imprese con dipendenti a chilometri zero. Sbagliato anche premiare con punteggi aggiuntivi le proposte de i costruttori con più dipendenti laureati o capaci di esibire una anzianità professionale più elevata. In entrambi i casi si cade nell’errore di sovrapporre due momenti della gara che vanno tenuti ben distinti: quello in cui si selezionano le imprese, certificandone il possesso dei requisiti «soggettivi» con quello in cui si giudica l’offerta migliore per l’esecuzione dell’appalto. Il chiarimento arriva dall’Anac, nella delibera (Delibera_ANAC_Avverso_ATER_Vicenza) con cui boccia il bando da 2,5 milioni promosso dall’Ater di Vicenza per la costruzione di due nuovi fabbricati residenziali con 18 alloggi a Schio.

La decisione dell’Anac arriva al termine di un’indagine promossa in seguito a un esposto che evidenziava alcune irregolarità della procedura. L’attività “ispettiva” dell’Anac si è effettivamente conclusa con la bocciatura di alcune clausole del bando di gara, che nel frattempo è stata sospesa dall’Ater.

Al centro delle contestazioni dell’Anac c’è la scelta di alcuni criteri di valutazione delle offerte suscettibili di limitare la concorrenza. Il problema? Si tratta di criteri “soggettivi” cioè capaci di valutare i requisiti dell’impresa ma non adatti a giudicare la bontà dell’offerta in maniera oggettiva.

In particolare l’Anac ha bocciato i criteri di valutazione delle proposte tecnico-economiche mirate a premiare le risorse umane e l’organizzazione dell’impresa. Il primo criterio premiava con 12 punti totali le imprese con «maestranze con anzianità professionale significativa» o con più dipendenti laureati o con referente tecnico più “professionalizzato”. Il secondo garantiva fino a 10 punti le imprese che sceglievano subaffidatari «con sede operativa entro 50 km della capitale».

In entrambi i casi, per l’Anac questi criteri « premiano illegittimamente aspetti soggettivi dei partecipanti, favorendo elementi della struttura soggettiva, a discapito dell’effettiva qualità dell’offerta in spregio ai basilari principi di par condicio e di concorrenza». La delibera è stata trasmessa all’Ater, che ora ha 30 giorni di tempo per adeguarsi.

Fonte:IlSole24Ore

 

 
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