CONSIGLIO DI STATO: sancito l’obbligo inderogabile alla pubblicazione anche nelle procedure negoziate

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Il Consiglio di Stato conferma l’impostazione delle linee guida Anac: bisogna far sapere che si cercano imprese da invitare e permettere di manifestare l’interesse a concorrere

Rendere pubblica la volontà di affidare una commessa è obbligatorio anche nei piccoli appalti affidati senza una gara formale, ma con una procedura negoziata tra poche imprese invitate a presentare un’offerta. Limitarsi a pubblicare un avviso sugli operatori invitati, successivo alla fase della loro selezione, non basta. Le stazioni appaltanti devono adeguarsi a quanto previsto alle linee guida Anac n. 4 sugli affidamenti sottosoglia che impongono di rendere pubblica «l’attività di esplorazione del mercato», pubblicando perlomeno un avviso sul proprio sito Internet.

È quanto ha stabilito il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 518/2019 dello scorso 21 gennaio. Una precisazione tanto più importante alla luce della norma della legge di Bilancio che ha ampliato i confini delle procedure informali, introducendo, per i lavori, una formula “ibrida” di affidamento “diretto” con l’invito di almeno tre operatori per gli appalti tra 40mila e 150mila euro, e permettendo di affidare senza gara appalti fino a 350mila euro riducendo il numero delle imprese da invitare. È ricorrendo a queste deroghe che, con tutta probabilità, verranno affidati i micro-cantieri dei piccoli Comuni finanziati con 400 milioni dal Viminale.

A far nascere il caso il ricorso di un professionista (ma l’esempio resta valido anche per i lavori) rimasto fuori dalla procedura di assegnazione di una commessa a cui avrebbe potuto aspirare, laddove fosse stato invitato a partecipare. Punto accolto dal Consiglio di Stato che dopo aver ricordato i presupposti per l’avvio di una procedura negoziata invece che di una gara formale ribadisce la necessità di seguire il percorso stabilito dall’Anac nelle linee guida specifiche. In particolare, si legge nella sentenza, la stazione appaltante deve assicurare «l’opportuna pubblicità dell’attività di esplorazione del mercato, scegliendo gli strumenti più idonei in ragione della rilevanza del contratto per il settore merceologico di riferimento e della sua contendibilità, da valutare sulla base di parametri non solo economici».

Le stesse Linee guida, ricordano ancora i giudici, precisano che «a tal fine la stazione appaltante pubblica un avviso sul profilo di committente, nella sezione «amministrazione trasparente» sotto la sezione «bandi e contratti», o ricorre ad altre forme di pubblicità. La durata della pubblicazione è stabilita in ragione della rilevanza del contratto, per un periodo minimo identificabile in quindici giorni, salva la riduzione del suddetto termine per motivate ragioni di urgenza a non meno di cinque giorni».

Dunque la pubblicazione di un avviso preventivo, perlomeno sul sito dell’ente per almeno 15 giorni, è obbligatoria. Su questo punto, secondo il Consiglio di Stato, non valgono deroghe.

Fonte: IlSole24ore

Sentenza del Consiglio di Stato

Linee Guida n. 4 ANAC

 
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