LO SBLOCCA CANTIERI RIVOLUZIONA IL CODICE APPALTI

MINISTERO INFRASTRUTTURE

Tantissime e rivoluzionarie le novità introdotte dal considdetto Decreto Sblocca Cantieri, tanto da essere considerato un vero e proprio nuovo codice Appalti. Di seguito alcuni dei passaggi più significativi a partire dall’abolizione delle procedure negoziate per le gare di lavori superiori a 200 mila Euro, subappalto (la soglia cresce fino al 50% a discrezione della Stazione Appaltante)

Tornano i subappalti gara per gara (fino al 50% del valore dell’opera)
Sui subaffidamenti – fronte caldo anche a causa delle obiezioni Ue sulle norme italiane giudicate troppo rigide – il provvedimento prevede l’innalzamento dal 30% al 50% del tetto massimo di quota di contratto subappaltabile dall’impresa principale. Confermata la cancellazione della terna. Più che la percentuale la grande novità è che la quota di appalto subaffidabile entro il limite del 50% dovrà essere indicata dalle stazioni appaltanti nel bando di gara. Questo vuol dire che potrà cambiare di volta in volta. La misura riporta indietro le lancette fino alla prima versione del codice del 2016, rischiando di spiazzare i costruttori che hanno sempre chiesto certezze su questo punto e che, con il correttivo del 2017, avevano ottenuto di eliminare la possibilità che la percentuale fosse decisa gara per gara.
Addio offerta più vantaggiosa e procedura negoziata fino a 200mila euro
Lo sforzo di semplificazione si concentra soprattutto nella fascia delle opere di piccola e media dimensione, quelle più numerose e contenute al di sotto della soglia europea di 5,5 milioni. Per velocizzare l’assegnazione dei lavori pubblici di minore importo, la bozza di decreto prevede invece la possibilità di aggiudicare le commesse tenendo conto solo del prezzo (più basso) fino alla soglia Ue di 5,5 milioni di euro, con l’obbligo di escludere le offerte anomale, cioè quelle con percentuali di ribasso superiori alla media.
Sempre nell’ottica di snellire l’assegnazione degli appalti di minore importo la bozza lascia a 40mila euro la soglia per gli affidamenti diretti da parte dei funzionari delle Pa, ma alza da 150mila a 200mila euro il tetto massimo per assegnare gli appalti con procedura negoziata e invito ad almeno tre operatori, secondo la formula introdotta per la prima volta quest’anno con la legge di Bilancio. L’altra grande semplificazione è lo “smantellamento” delle griglia di soglie e conseguente obbligo di inviti per le procedure negoziate di importo superiore a questa soglia.
Oltre i 200mila euro il decreto prevede infatti l’obbligo di procedere con gara (procedura aperta), ma con aggiudicazione al massimo ribasso e esclusione delle offerte anomale in modo da accelerare le procedure.
Criteri di aggiudicazione
Se da una parte esprime una netta preferenza (meglio: obbligo, salvo motivazione) per il massimo ribasso sottosoglia il decreto integra l’elenco degli appalti da aggiudicare esclusivamente con l’offerta più vantaggiosa. Niente massimo ribasso anche per servizi e forniture particolarmente innovativi da 40mila euro in su. Viene inoltre cancellato il tetto massimo del 30% al prezzo negli appalti con l’offerta più vantaggiosa e si stabilisce che esclusioni o ammissioni decise da ricorsi non rilevano ai fini del calcolo delle medie o dell’individuazione della soglia di anomalia
Qualificazione più facile per i costruttori
Va in aiuto delle imprese rimaste intrappolate dalla crisi edilizia un’altra delle novità incluse nell’ultima bozza del decreto. Il punto riguarda la dimostrazione dei requisiti tecnico-economici per accedere al mercato degli appalti. Finora per qualificarsi le imprese potevano attingere ai risultati ottenuti negli ultimi dieci anni. Ora questo limite viene innalzato a 15 anni. Un modo per permettere ai costruttori di superare all’indietro gli anni peggiori delle crisi cominciata nel 2008, andando a pescare risultati non influenzati dal crollo produttivo causato alla crisi del mattone che dura, appunto, proprio da dieci anni.
Pagamento diretto dei subappaltatori
Non ci sarà più bisogno di valutare «se la natura del contratto lo consente» per acconsentire alla richiesta di pagamento diretto dei subappaltatori. L’ultima bozza del decreto Sblocca-cantieri cancella questa formula dall’articolo 105 (comma 13, lettera c, del Dlgs 50/2016) provando così a chiarire una volta per tutte che il pagamento diretto dei subaffidatari deve essere riconosciuto dalle stazioni appaltanti «su richiesta» dell’impresa. La norma non chiarisce come bisognerà regolarsi nei casi concreti, visto che di prassi i subappaltatori sono legati da un legame contrattuale solo con il titolare dell’appalto e non hanno rapporti diretti con la Pa.
Ricorsi: addio al rito superaccelerato
Confermato anche l’addio al rito superaccelerato negli appalti, che imponeva di contestare subito ammissioni ed esclusioni e stabiliva una corsia accelerata per la decisione dei giudici. Da questo punto di vista il decreto cancella i riferimenti al rito speciale contenuti nel codice del processo amministrativo.

In allegato uno schema preparato dal Sole24Ore con elenco esatto delle modifiche apportate TABELLA COMPARATIVA

 
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