Appalti, a ottobre si scende ma la tendenza annuale è in positivo

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Rallenta a ottobre il mercato dei lavori pubblici ma l’andamento dei primi 10 mesi rimane positivo soprattutto per il valore delle opere andate in gara. Secondo il Cresme Europa Servizi il mese scorso sono stati emanati 2.227 bandi per un importo di 2,162 miliardi: confrontando con ottobre 2018 il numero dei bandi perde il 13,1% e il valore il 21,5 per cento.
Il totale del settore degli appalti raggiunge quota 18.879 bandi per 29,079 miliardi, con un incremento del 4% per la quantità di procedure e del 40,4% per gli importi a base d’asta.

Amministrazioni comunali e ferrovie fanno da motore trainante nella classifica delle stazioni appaltanti. I comuni si confermano al primo posto con 11.107 appalti (+4,6%) per 5,337 miliardi (+10,5%), le opere ferroviarie pur perdendo il 59,5% (117 gare) hanno complessivamente un incremento del 23,5% (4,643 miliardi) grazie ai 5 lotti Telt dell’ammontare di circa 3,3 miliardi per la costruzione del tunnel di base della sezione transfrontaliera del collegamento ferroviario Lione-Torino a partire dagli attacchi lato Francia.
Da considerare anche il ritorno dell’Anas che ha pubblicato 345 bandi per 2,479 miliardi (rispettivamente +39,1% e +207,7%).
In questi primi 10 mesi del 2019 sono solo due gli enti appaltanti che hanno chiuso il periodo con segni entrambi negativi: le regioni (-17% per le gare e -41% per gli importi) e le province (-4,4% e -14,7%).

Le opere oltre i 50 milioni rappresentano oltre un terzo del valore complessivo promosso nel corso dell’anno: sono stati promossi 51 bandi (+15,9%) per 11,9 miliardi (+146%). Tutte in crescita le altre classi d’importo tranne quella tra 5 e 15 milioni (-2,8% per i bandi e -9,8% per gli importi) e per i piccoli lavori fino a 150mila euro (-9,5% e -14,3%).

Rapporto CRESME

 
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