DURC DI CONGRUITA’ ECCO COME VERIFICARLO

CANTIERE03

Il pratico tool delle Casse edili per conoscere i parametri di riferimento già prima di aprire il cantiere


 

Dal primo novembre per tutte le denunce di attività di un cantiere – pubblico o privato oltre 70mila euro di valore totale – entra in vigore il Durc cosiddetto di congruità. Lo scopo è garantire una giusta corrispondenza tra valore dell’appalto e manodopera impiegata. I parametri, come è noto, sono stati concordati tra parti datoriali e sindacati il 10 settembre 2020. Il cuore del calcolo è costituito dalla tabella che riporta la quota di manodopera ritenuta appunto congrua, in relazione alle diverse lavorazioni. Gli altri numeri importanti per il calcolo sono il valore complessivo dell’appalto – che nel caso dei lavori privati definisce anche il perimetro di applicazione dello strumento (da 70mila euro in su), il valore dei lavori edili e la paga oraria da contratto. Per familiarizzare con lo strumento e aiutare l’impresa a capire se è in linea o no, il Sistema nazionale edile per la verifica della congruità della manodopera nei cantieri ha strutturato una apposita piattaforma nazionale rivolta a committenti, imprese e relativi subappaltatori per gestire le procedure di denuncia e rilascio del Durc (o, in caso di non congruità, per la regolarizzazione da parte dell’impresa). Per guidare gli utenti, è stato realizzato un apposito manuale e c’è anche la possibilità di chiedere assistenza mentre si dialoga con il sistema.

Il simulatore
Inoltre, sulla piattaforma è stato installato un utile e pratico tool che consente all’impresa di capire subito se è in linea o meno con i costi della manodopera. La congruità si verifica infatti nella fase finale del cantiere (all’ultimo sal, prima del saldo) ed è quindi utile per l’impresa sapere in anticipo, già prima di aprire il cantiere, i requisiti per passare la verifica della congruità sui costi della manodopera in quel determinato cantiere. La verifica è semplice e rapida. In un’unica schermata si trovano i campi da riempire, con i dati relativi alla lavorazione prevalente nel cantiere, al valore complessivo dell’appalto, al valore dei lavori edili e alla paga oraria. Una volta compilati i campi, si lancia il calcolo e si ottiene la risposta. La cifra restituita dal sistema indica il valore da soddisfare o, in alternativa, da giustificare in caso di non corrispondenza.

Un esempio per capire
Per un cantiere con attività prevalente OG1 del valore complessivo di 6 milioni di euro, di cui 4,8 milioni di lavori edili e paga oraria di 11 euro, risultano i seguenti valori: importo di manodopera atteso pari a 685.440 euro (equivalente a 4.800.000 euro x 14,28%, cioè la quota di congruità riferita alla categoria OG1); imponibile Gnf di 274.176 euro (equivalente a 685.440 euro diviso 2,5); numero di ore richiesto pari a 24.925, corrispondente a 3.115,6 giorni/risorsa. A questo punto l’impresa è in grado di orientarsi perché, in base ai valori inseriti, sa che per soddisfare la verifica di congruità in quel determinato cantiere occorrerà denunciare complessivamente 3.115,6 giorni/risorsa di manodopera alle Casse edili (o, in alternativa, dimostrare l’esistenza di eventuali costi di manodopera aggiuntivi); e che l’importo di manodopera atteso è pari a 685.440 euro.

Le giustificazioni in caso di non corrispondenza
Al di sotto di questa cifra il costo della manodopera non è considerato congruo. Come è noto, la norma consente una tolleranza del 5%, che il direttore dei lavori dovrà però giustificare per ottenere l’attestazione di congruità da parte della Cassa edile. Diversamente, l’impresa dovrà aggiungere una documentazione che attesti ulteriori spese effettuate per la manodopera, per esempio per lavoratori autonomi, noli a caldo, distacco di personale edile e lavoratori iscritti ad altra cassa.

 

Fonte: ilsole24ore

 
Comments

No comments yet.

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.