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La corruzione pervade ancora il mondo degli appalti in particolare sul fronte dei lavori pubblici. Un arresto ogni 10 giorni, il tutto anche facilitato dalle novità introdotte dal decreto Sblocca-Cantieri in materia di affidamenti diretti e ampliamento della discrezionalità, in capo alle stazioni apaltanti, di appaltare al di fuori delle procedure ad evidenza pubblica permettendo la produzione di Bandi Su Misura. Leggi tutto

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Pubblichiamo un’interessante disamina apparsa sul sito Bosetti Gatti & Partners (Dott. Luigi Oliveri) che ci spiega come l’obiettivo di ridurre i tempi della fase finale della procedura di gara, che in questi anni si è voluto raggiungere attraverso le “Procedure Semplificate” (a scapito delle normali procedure aperte)  NON HA PRODOTTO alcun risultato apprezzabile in tal senso.
Di converso hanno portato, e continuano a farlo, una contrazione del principio di concorrenza con un aumento esponenziale del rischio corruzione.

DANNOSITA PROCEDURE SEMPLIFICATE

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Rallenta a ottobre il mercato dei lavori pubblici ma l’andamento dei primi 10 mesi rimane positivo soprattutto per il valore delle opere andate in gara. Secondo il Cresme Europa Servizi il mese scorso sono stati emanati 2.227 bandi per un importo di 2,162 miliardi: confrontando con ottobre 2018 il numero dei bandi perde il 13,1% e il valore il 21,5 per cento. Leggi tutto

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La montagna ha partorito il topolino. Dal Decreto Legge, alla Legge di conversione, perse per strada le principali novità che inizialmente avevano fatto pensare ad una vera e propria rivoluzione (sopratutto in tema di trasparenza)
Ci ritroviamo invece un codice povero di modifiche veramente significative (alcune nemmeno riuscite come quella riguardante il nodo  dell’appalto integrato).
Di converso aumenta il livello di discrezionalità delle stazioni appaltanti nell’assegnazione delle gare con le modifiche alle griglie per le procedure negoziate; così come il preannunciato ampio ricorso alla figura dei Commissari Straordinari (che non evocano bei ricordi) che sulla carta dovrebbero avere il compito di sbloccare le “opere in stallo”.
Cade l’obbligo anche per i comuni non capoluogo di gestire le gare attraverso le Centrali Uniche di Committenza e Stazioni Uniche Appaltanti.

In allegato una tabella comparativa che riassume le novità (si fa per dire) più importanti, messa a punto dal Sole 24 ore TABELLA COMPARATIVA