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Sulle norme italiane per gli appalti Bruxelles aspetta la riforma prevista dal Pnrr per il prossimo giugno prima di sciogliere la propria valutazione sulla procedura di infrazione in corso. La commissione Ue ha infatti deciso di tenere aperta la procedura 2018/2273 e di dare altri due mesi al governo italiano per rispondere alla seconda lettera di messa in mora partita ieri per Roma.

A quel punto, la legge delega di riforma attualmente in seconda lettura alla Camera dei deputati dovrebbe essere stata approvata e l’Italia potrebbe rispondere così con un solo colpo al doppio impegno con l’Unione: il rispetto del termine previsto dal Pnrr e la correzione delle norme sotto accusa. Dei quattro aspetti segnalati nella prima lettera di messa in mora del 24 gennaio 2019 il più delicato politicamente è il subappalto. Il governo ha risposto in gran parte ai rilievi con la riforma inserita nell’articolo 49 del decreto legge 77/2021 (semplificazioni) che ha disposto che, dal 1° novembre 2021, il divieto generalizzato oltre il limite del 30% non sia più operativo.

Le altre tre violazioni al diritto Ue imputate dalla commissione riguardano le norme riguardanti il calcolo del valore stimato degli appalti, i motivi di esclusione e le offerte anomale. Ma il comunicato di ieri sembra piuttosto aprire un nuovo fronte, quello delle procedure negoziate senza gara d’appalto sopra soglia e, più in generale, quello della trasparenza degli affidamenti. Una tendenza a estendere gli affidamenti diretti e quelli senza pubblicità, a diradare le procedure negoziate, si è andata via via affermando, a più livelli, a partire dal decreto legge sblocca-cantieri (Dl 32/2019) e poi nei due decreti leggi semplificazioni (75/2020 e 77/2021).
«La Commissione – afferma il comunicato di ieri – invita le autorità italiane ad affrontare alcune questioni rimanenti e aggiuntive concernenti il recepimento delle norme dell’Ue in materia di appalti pubblici. Secondo la Commissione – continua la nota – alcune delle nuove norme italiane, come le disposizioni sulle procedure negoziate senza gara d’appalto, non sono conformi alla legislazione dell’Ue in materia di appalti pubblici».

La commissione riconosce «i notevoli progressi compiuti dall’Italia» ma al tempo stesso «invita ad affrontare le questioni ancora in sospeso, già sollevate nelle precedenti lettere di costituzione in mora. Un riferimento esplicito riguarda ancora il subappalto e in particolare il «divieto per i subappaltatori di ricorrere ad altri subappaltatori».

Fonte: Il Sole24 Oe

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La corruzione pervade ancora il mondo degli appalti in particolare sul fronte dei lavori pubblici. Un arresto ogni 10 giorni, il tutto anche facilitato dalle novità introdotte dal decreto Sblocca-Cantieri in materia di affidamenti diretti e ampliamento della discrezionalità, in capo alle stazioni apaltanti, di appaltare al di fuori delle procedure ad evidenza pubblica permettendo la produzione di Bandi Su Misura. Leggi tutto